La Sposa del lago

La Sposa del lago, romanzo d’esordio della scrittrice comasca Rita Bonfanti, pubblicato da Edizioni della Goccia,  è un affresco sensibile e amorevole della vita della bisnonna dell’autrice, Cecilia Gioconda Teodolinda Rossi.

La storia prende il via a Como nel maggio del 1891, mentre la protagonista Cecilia sta preparando le nozze col suo amato Alessandro, un semplice impiegato, un imbratacarta, come viene definito con disprezzo in famiglia, per giunta forestiero, molto distante dall’ideale di marito che suo padre Zaverio aveva sognato per lei.

“In un angolo della stanza la petineuse l’aspettava per l’appuntamento quotidiano della toeletta; prese la cadrega impagliata appoggiata ai piedi del letto e un attimo dopo era già seduta davanti al piccolo specchio sbrecciato.

Gli occhi erano scuri e penetranti, le guance tonde, la linea del naso perfetta. Con un gesto malizioso si sfiorò la bocca, usando il dito inumidito di saliva per far risaltare il rosso delle labbra: “Finalmente sono maggiorenne” bisbigliò soddisfatta.

Cecilia era molto bella, bella come il lago che l’aveva vsta crescere “

Il destino però ha in serbo per Cecilia qualcosa di imprevedibile e sarà ancora il lago l’incombente scenario dei cambiamenti che arriveranno nella vita della giovane donna, il giorno stesso delle nozze e ancora in seguito.

“Cecilia piangeva. Le lacrime, come perle trasparenti, rotolavano dalle guance al cuscino, dove sparivano assorbite dal tessuto della federa.

Un attimo prima, vinta dalla stanchezza, era sprofondata in un sonno breve e agitato. Senza sapere come, si era ritrovata sul pontile dei battellini.

Addosso portava ancora l’abito a sposa, nuovo come il giorno in cui glielo aveva consegnato la sarta. Per ripararsi dal sole, aveva aperto l’ombrellino di pizzo.”

La scrittura fluida e curata di Rita Bonfanti ci accompagna, pagina dopo pagina, dentro una storia di quotidiana umanità, ricostruita attraverso una ricerca storica capillare e puntuale, dove ritroviamo linguaggi, abitudini e personaggi del loro tempo, sullo sfondo dei magnifici luoghi resi già immortali da Manzoni. È la luce del lago, infatti, a illuminare Cecilia e le strade che conducono al suo mondo, a renderci spettatori sospesi e quasi increduli di vicende complesse e dolorose che lei riuscirà a superare con invidiabile forza interiore.

L’autrice: Rita Bonfanti è nata a Como nel 1960 e vive in Valle d’Aosta con il marito Marrco e i figli Carolina e Martino. Lavora presso l’amministrazione Regionale dove si occupa di malattie delle piante come responsabile dell’Ufficio Servizi Fitosanitari. Al suo attivo ha numerose pubblicazioni di carattere tecnico e divulgativo. Nel 2014 ha vinto il concorso letterario “Prossima fermata” con un racconto pubblicato da Edizioni Leima nell’omonima antologia. La sposa del lago è il suo romanzo d’esordio.

 

http://www.edizionidellagoccia.it/collane/giallo-grano/

 

Il commissario Aldani

Il commissario Aldani è il personaggio nato dalla penna di Michele Catozzi, protagonista di due romanzi pubblicati da TEA: Acqua morta e Laguna nera. 

E già dai titoli il lettore capisce che si troverà immerso con lui nella realtà di una città meravigliosa e complessa come Venezia, affannato tra le calli, salendo scale di palazzi monumentali e artistici, o a bordo di qualche motoscafo della Polizia di Stato, zigzagando tra i canali, alla ricerca di soluzioni che non riguardano mai solo le indagini dei delitti, ma anche le preoccupazioni per la vita quotidiana, sospesa, quella, non senza sofferenza, tra gli impegni di lavoro e la famiglia.

Il Commissario Aldani dunque non è un eroe, ma un uomo tra gli uomini, possiamo comprenderne e condividerne le reazioni, assecondarlo nei gusti; facciamo il tifo per lui quando litiga coi superiori o s’incavola coi collaboratori. I suoi casi restano tangibilmente connessi alla realtà del nostro tempo, come la corruzione che gira intorno alle opere pubbliche o al gioco d’azzardo, dove la laguna di Venezia, ancorché nebbiosa, a volte, e misteriosa, li rende comunque e sempre scenograficamente preziosi.

L’autore è capace di farci vivere con Aldani, più che raccontarcelo. Ce lo mostra attraverso la sua stessa voce, mentre si confronta con criminali e colleghi, e, al telefono, con la moglie, assillante e paziente come tutte le mogli, ispirata vagamente alla signora Maigret, perché diventa, come lei, un’icona, il punto fermo nostro e del protagonista, quella a cui rivolgersi in cerca di rassicurante normalità, quando la realtà sanguinosa ci farebbe soccombere a pensieri negativi, per ritrovare i valori semplici e fondanti delle nostre vite, una quotidianità fatta di traslochi, scuola e figli, dove l’orrore della morte non trova posto, ma resta sullo sfondo, routine senza significato. Così come nulla ha a che vedere coi pensieri magici e filosofici che fanno compagnia al commissario nei momenti passati sull’altana della vecchia casa veneziana, da cui in realtà la famiglia si è trasferita, ma che rimane per il protagonista il rifugio del cuore, qualcosa a cui non vuole rinunciare.

Oltre alla piacevolezza del personaggio di Aldani, i due romanzi sono molto intriganti e corposi, belli anche nella forma e, speriamo che trovino presto un ulteriore seguito, perché non possiamo più rinunciare alla Venezia di Michele Catozzi e a questo suo commissario così umano e capace.

L’autore: Nato a Venezia (a Mestre, per la precisione) nel 1960, Michele Catozzi ha vissuto a lungo in Veneto. Ha passato molti anni a Treviso, dove si è occupato di editoria e giornalismo. Dopo aver scritto diversi racconti, pubblicati in antologie e riviste, ha vinto l’edizione 2014 del torneo letterario IoScrittore con Acqua morta, il primo romanzo della serie che vede come protagonista il commissario Nicola Aldani, apparso in TEA, cui è seguito Laguna nera.

Ho pensato che

Solo gesti generosi e uno sguardo interessato verso chi soffre e non possiede nulla conserverà la nostra umanità. Vivere compensando l’egoismo col possesso di cose inutile, quasi sempre doppioni inanimati, ci renderà più infelici. Le nostre belle casette ben sistemate nelle nostre cittadine museo del nulla saranno via via sempre più vuote. Come le nostre anime.

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A Pulixi, Tornaghi, Occhi, Simoni e Pellegrinetti il Garfagnana in Giallo 2016

A Pulixi, Tornaghi, Occhi, Simoni e Pellegrinetti il Garfagnana in Giallo 2016   Sono stati consegnati nello splendido scenario della Fortezza Montalfonso a Castelnuovo i premi del Garfagnana …

Sorgente: A Pulixi, Tornaghi, Occhi, Simoni e Pellegrinetti il Garfagnana in Giallo 2016

Io non leggo le donne, perché dovrei nasconderlo?

Care scrittrici, di fronte a questo stupro intellettuale, non siete voi che vi dovete vergognare…

libroguerriero

feltrinelli-ravegnanaCaro Direttore della Feltrinelli Ravegnana di Bologna,

la storica Feltrinelli sotto alle Due Torri cui tutti noi bolognesi siamo affezionati, la stessa Feltrinelli dove ho presentato con orgoglio tutti i miei romanzi, la stessa dove ho portato le mie classi per diffondere la lettura (e ricordo che proprio lei ha intrattenuto gli allievi, apprendisti lettori, con discorsi interessanti), dove ho presentato altri colleghi, dove ho acquistato credo – senza esagerare – centinaia di libri da regalare, se si contano gli ultimi vent’anni (la cifra non è iperbolica, tenendo conto che io regalo quasi esclusivamente libri)… dunque, dicevo, caro direttore, dottor Marco Bonassi, le scrivo a nome mio e – credo – di molte mie colleghe scrittrici, a seguito delle sue dichiarazioni rilasciate in quest’intervista apparsa su Repubblica. Quando la giornalista Brunella Torresin nota che lei non ha citato nemmeno un’autrice donna, ecco la sua risposta:

«Lo confesso, non ne…

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Araba Fenice

Andrea è un giovane neo imprenditore, appassionato di viaggi.
Ama la lettura e passa intere giornate in biblioteca.
È perdutamente innamorato di Kari, ragazza tunisina da poco giunta in città.
Entra in possesso casualmente di un documento cartaceo, scritto probabilmente dal famoso alchimista Cagliostro.
Ma sulle tracce dell’antico reperto ci sono loschi e pericolosi individui pronti a tutto!
Tra improvvisi balzi spazio-temporali e fughe repentine, Andrea dovrà vedersela anche con un terrificante killer giunto dall’Africa.
Riuscirà a proteggere la sua amata Kari e a risolvere l’arcano mistero celato nell’indecifrabile foglietto scritto col sangue?

Questa è la trama di Araba Fenice, romanzo di esordio di Michele Sbriscia, pubblicato recentemente da Lettere Animate.

https://www.facebook.com/michele.sbriscia

 

araba fenice

5 passi per diventare scrittori più produttivi, a cura di Tim Grahl

Condivido questo interessante articolo, ringraziando Annarita Tranfici per il lavoro di traduzione

In Nomine Artis - Il Ritrovo degli Artisti

Cari amici del ritrovo, buongiorno.
L’articolo di oggi è una vera chicca per gli scrittori o aspiranti tali: lo scrittore Tim Grahl ha messo a disposizione sul proprio portale una serie di utilissimi consigli del collega Joe Bunting riguardanti alcune buone pratiche per diventare scrittori più produttivi.
L’articolo è stato tradotto (previa approvazione dell’autore) dall’inglese in forma integrale. Potete trovarlo in lingua originale qui.
Ho provveduto ad inserire tutti i link alle risorse discusse nel post (anche se in lingua inglese). Spero lo apprezzerete quanto me e lo troverete utile.
Come sempre, ogni commento è molto gradito.
Spero inizieremo, anche stavolta, un’interessante discussione a proposito.

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