Il commissario Aldani

Il commissario Aldani è il personaggio nato dalla penna di Michele Catozzi, protagonista di due romanzi pubblicati da TEA: Acqua morta e Laguna nera. 

E già dai titoli il lettore capisce che si troverà immerso con lui nella realtà di una città meravigliosa e complessa come Venezia, affannato tra le calli, salendo scale di palazzi monumentali e artistici, o a bordo di qualche motoscafo della Polizia di Stato, zigzagando tra i canali, alla ricerca di soluzioni che non riguardano mai solo le indagini dei delitti, ma anche le preoccupazioni per la vita quotidiana, sospesa, quella, non senza sofferenza, tra gli impegni di lavoro e la famiglia.

Il Commissario Aldani dunque non è un eroe, ma un uomo tra gli uomini, possiamo comprenderne e condividerne le reazioni, assecondarlo nei gusti; facciamo il tifo per lui quando litiga coi superiori o s’incavola coi collaboratori. I suoi casi restano tangibilmente connessi alla realtà del nostro tempo, come la corruzione che gira intorno alle opere pubbliche o al gioco d’azzardo, dove la laguna di Venezia, ancorché nebbiosa, a volte, e misteriosa, li rende comunque e sempre scenograficamente preziosi.

L’autore è capace di farci vivere con Aldani, più che raccontarcelo. Ce lo mostra attraverso la sua stessa voce, mentre si confronta con criminali e colleghi, e, al telefono, con la moglie, assillante e paziente come tutte le mogli, ispirata vagamente alla signora Maigret, perché diventa, come lei, un’icona, il punto fermo nostro e del protagonista, quella a cui rivolgersi in cerca di rassicurante normalità, quando la realtà sanguinosa ci farebbe soccombere a pensieri negativi, per ritrovare i valori semplici e fondanti delle nostre vite, una quotidianità fatta di traslochi, scuola e figli, dove l’orrore della morte non trova posto, ma resta sullo sfondo, routine senza significato. Così come nulla ha a che vedere coi pensieri magici e filosofici che fanno compagnia al commissario nei momenti passati sull’altana della vecchia casa veneziana, da cui in realtà la famiglia si è trasferita, ma che rimane per il protagonista il rifugio del cuore, qualcosa a cui non vuole rinunciare.

Oltre alla piacevolezza del personaggio di Aldani, i due romanzi sono molto intriganti e corposi, belli anche nella forma e, speriamo che trovino presto un ulteriore seguito, perché non possiamo più rinunciare alla Venezia di Michele Catozzi e a questo suo commissario così umano e capace.

L’autore: Nato a Venezia (a Mestre, per la precisione) nel 1960, Michele Catozzi ha vissuto a lungo in Veneto. Ha passato molti anni a Treviso, dove si è occupato di editoria e giornalismo. Dopo aver scritto diversi racconti, pubblicati in antologie e riviste, ha vinto l’edizione 2014 del torneo letterario IoScrittore con Acqua morta, il primo romanzo della serie che vede come protagonista il commissario Nicola Aldani, apparso in TEA, cui è seguito Laguna nera.

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